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NOMADI DENTRO Il nuovo album dal 27 Ottobre

"IO VAGABONDO" 50 anni di vita con i Nomadi.

06 Febbraio 2013 | 00:02 - Io vagabondo è il romanzo della straordinaria vita di un italiano normale, un uomo di umili origini partito da un piccolo paesino e arrivato a vendere 15 milioni di dischi, segnando un'epoca, incontrando Totò e Arafat, il Dalai Lama e Fellini, e riuscendo a tenere in vita il suo gruppo nonostante tutto e tutti.
Nessuno come i Nomadi: il 2013 è l’anno del mezzo secolo di attività del più longevo e inossidabile gruppo italiano di sempre. Un’idea, una ragione e uno stile di vita, prima ancora che un complesso musicale. Fondati nel 1963 da Beppe Carletti e Augusto Daolio, i Nomadi sono ancora nel pieno delle proprie forze, come dimostra la recente pubblicazione di TERZO TEMPO, nuovo album di inediti balzato subito in testa alle classifiche.
La storia è ormai lunga cinquant’anni, e ora Beppe Carletti la racconta in prima persona, con grande affetto e sensibilità, ripartendo dai gloriosi anni Sessanta, dal beat dei capelloni e dalle proteste studentesche, attraversando poi gli anni Settanta dell’amicizia con Francesco Guccini e degli anni bui della contestazione, fino a giungere alla dolorosa scomparsa di Augusto Daolio, volto inconfondibile dei Nomadi e amico fraterno di Beppe, e alla rinascita degli ultimi due decenni, costellati da soddisfazioni, impegno e amore verso il proprio pubblico. Amore sempre ripagato. Non si finisce mai di essere Nomadi.
Beppe Carletti

Leader e tastierista dei Nomadi, ha fondato il gruppo nel 1963, quando aveva solo sedici anni. In cinquant'anni di carriera ha inciso trentacinque dischi e venduto quindici milioni di copie, ha incontrato Totò e Arafat, il Dalai Lama e Federico Fellini, ha registrato negli studi Abbey Road di Londra e in quelli di Sant'Anna di Modena, ha duettato con Francesco Guccini e Richie Havens, con Jovanotti e gli Inti Illimani, ha ricevuto i complimenti di Brian Wilson dei Beach Boys e di George Martin, ha suonato in Chiapas e in Amazzonia, a Gerusalemme e a Sarajevo, a New York e a Praga. Ha due figli, Davide ed Elena, e tre nipoti, Isabella, Nicola e Giuseppe David.


I Nomadi stanno per tagliare il traguardo dei cinquant'anni e se ci penso mi vengono quasi le vertigini. Cinquant'anni fatti di gente, chilometri, strade, palchi ed emozioni, tantissime emozioni. Che meravigliosa avventura. Ma più del passato, è bello pensare a quello che ci sarà dietro la prossima curva, oltre la salita. Mi chiedo spesso cosa avrebbe detto e pensato Augusto. Sicuramente parole semplici, perchè riusciva a comunicare pensieri complessi anche in poche semplici parole. Chiudeva ogni concerto dicendo "È stato bellissimo". Semplice, diretto, ma vero. E allora io voglio pensare che oggi dovremmo dire "Sarà ancora bellissimo".
Beppe Carletti.

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